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Seguí le orme del padre Gianfrancesco, combattendo come condottiero per la famiglia Visconti al fianco di Milano dal 1446, ma l'anno seguente passò al servizio della Repubblica di Venezia, combattendo contro Milano nella lega formata assieme alla Repubblica di Firenze. Nel 1450 gli fu concesso di condurre un esercito per il re Alfonso V d'Aragona in Lombardia, con l'intento principale di conquistare possedimenti per se stesso. Ma Francesco Sforza, il nuovo duca di Milano, lo attrasse a sé con la promessa di Lonato, Peschiera e Asola, ex territori mantovani in possesso di Venezia. Quest'ultima replicò saccheggiando Castiglione delle Stiviere e portando al suo fianco il fratello di Ludovico, Carlo.
Il 14 giugno 1453, Ludovico mise in rotta le truppe di Carlo a Goito, ma le truppe Veneziane sotto la guida di Niccolò Piccinino contrastarono qualunque tentativo di riconquistare Asola. La Pace di Lodi (1454) costrinse Ludovico a restituire tutti i territori conquistati e a rinunciare definitivamente alle tre città. Ricevette, però, le terre di suo fratello dopo la morte senza figli di quest'ultimo nel 1478.
Il momento di massimo prestigio di Mantova fu il Concilio tenuto in città dal 27 maggio 1459 al 19 gennaio 1460, convocato da Papa Pio II per lanciare una crociata contro gli Ottomani, che avevano conquistato Costantinopoli alcuni anni prima. In questo occasione venne anche coniato un ducato d'oro (gli zecchieri pontifici seguivano il Papa in ogni luogo ove egli avesse a risiedere), unica moneta coniata nella zecca di Mantova per lo stato della chiesa.
Nel 1460 Ludovico nominò Andrea Mantegna artista di corte della famiglia Gonzaga e chiamò a Mantova architetti del calibro di Luca Fancelli e Leon Battista Alberti.
Dal 1466 fu piú o meno costantemente al servizio degli Sforza di Milano. Vani invece furono i tentativi di imparentamento con i duchi milanesi; nonostante gli accordi che prevedevano le nozze tra il primogenito di casa Sforza, Galeazzo Maria, con una delle figlie di Ludovico, questo matrimonio non avvenne mai, a causa delle deformazioni ereditarie che svilupparono prima Susanna (poi ritiratasi a vita monastica), poi Dorotea (che a causa del suo male morí a soli 18 anni), che erano state designate in successione come promesse spose di Galeazzo. Questo episodio rappresenta una delle pagine piú amare e dolorose della storia della famiglia Gonzaga.
Ludovico morí a Goito durante un'epidemia di peste. Fu sepolto nel Duomo di Mantova, e gli successe il figlio primogenito Federico.











Ultima modifica: Venerdì 17 maggio 2024 alle ore 13:19, Paolino67