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Il padre Guido, dopo la salita al potere, aveva affiancato al governo di Mantova i propri tre figli, con il maggiore, Ugolino, che mostrò ben presto grande intraprendenza, oscurando i fratelli minori. Questi, probabilmente gelosi del fratello, ordirono un complotto ai suoi danni assassinandolo durante una cena organizzata fra i tre. Vi è anche il sospetto che dietro all'assassinio vi fosse un movente politico, con Venezia a sfruttare il malcontento dei due fratelli minori. Il tragico evento venne in parte coperto giustificandolo con una lite fra i tre fratelli, e il padre Guido, pur affranto, concesse il perdono pubblico ai due figli superstiti.
Successivamente però anche il fratello Francesco morí in circostanze misteriose; pur non essendoci prove del fatto, tutti gli indizi portano a sospettare che anche questa seconda morte sia stata favorita da Ludovico, che si trovava cosí a rimanere unico successore del padre.
Una volta salito al potere, Ludovico iniziò una politica di amicizia con Milano, legandosi strettamente alla famiglia Visconti. Sotto questa ottica va visto anche il matrimonio concordato per il figlio Francesco con Agnese Visconti, figlia di Bernabò.
Dal punto di vista della politica interna, Ludovico I viene tutto sommato ricordato per le sue oculate doti di buon governo, che permisero al paese di prosperare dal punto di vista economico.
Per prevenire possibili pericoli dall'esterno, muní il territorio di vaste fortificazioni; pericoli ebbe però a dover contrastare pure all'interno, a causa di due congiure ordite da suoi congiunti, ma entrambe sventate.
Nel 1356 aveva preso in moglie Alda d'Este, figlia di Obizzo III, dalla quale ebbe due figli: Elisabetta, andata in sposa a Carlo Malatesta, e Francesco, che gli successe come quarto Capitano del Popolo.



Ultima modifica: Lunedì 26 novembre 2007 alle ore 22:57, Paolino67