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La sua politica, in un momento assai turbolento per le piccole signorie del nord Italia, dovette spesso barcamenarsi tra la Repubblica di Venezia e la sempre piú potente famiglia dei Visconti di Milano. Proprio in quest'ottica va visto il suo matrimonio, risalente al 1380, con Agnese, figlia di Bernabò Visconti, la cui tragica vicenda (conclusasi con la pubblica decapitazione nel 1391 dopo un'accusa, con ogni probabilità fasulla, di adulterio) riflette il mutamento delle alleanze del marito e il suo timore nei confronti di Gian Galeazzo Visconti, astro nascente della politica italiana, che aveva appena spodestato il padre di lei.
Nel 1393 Francesco Gonzaga sposò in seconde nozze Margherita Malatesta, che portò ai Gonzaga la malattia ereditaria del rachitismo, che si manifestò periodicamente nei signori di Mantova fino al XVI secolo. Gli anni successivi videro la pericolosa rottura del Gonzaga con Gian Galeazzo Visconti e il suo successivo avvicinamento a Venezia. Un tentativo di allagare Mantova, causando una piena del Mincio, da parte dei milanesi non andò a buon fine e la morte improvvisa, nel 1401, del Conte di Virtú, pose fine al conflitto.
Francesco Gonzaga è ricordato per la sua attività di costruttore: fece edificare il Castello di San Giorgio, la facciata gotica del Duomo di Mantova, il campanile della Basilica di Sant'Andrea e il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Curtatone.
Nel 1394 ricevette da papa Bonifacio IX il titolo di conte di Gonzaga, titolo che non usò mai in quanto premeva sull'imperatore per ricevere quello piú ambito di marchese. Titolo che ottenne da Venceslao nel 1403, ma quest'ultimo era stato in precedenza deposto, rendendo quindi nullo il suo atto.
Francesco morí il 7 marzo 1407, senza che il nuovo imperatore potesse confermargli il titolo tanto ambito.





Ultima modifica: Martedì 30 ottobre 2007 alle ore 11:09, Paolino67