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1519-1540 Federico II Gonzaga, marchese V; duca I

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Federico II Gonzaga, ritratto opera di Tiziano Vecellio. Museo del Prado, Madrid.

Federico II Gonzaga, ritratto opera di Tiziano Vecellio. Museo del Prado, Madrid.
Federico II Gonzaga (1500-1540), marchese e poi, dal 1530, duca di Mantova, era figlio del marchese di Mantova Francesco II e di Isabella d'Este.

Cresciuto tra la corte di Francia e quella papale, Federico alla morte del padre, avvenuta nel 1519, gli successe, rimanendo sotto la reggenza della madre e la tutela degli zii Sigismondo e Giovanni. Il 7 aprile 1521 ricevette l'investitura imperiale da Carlo V.

Nonostante la scarsa esperienza militare, venne nominato capitano della Chiesa da papa Leone X. Questo incarico però veniva ad allontanarlo dall'orbita imperiale alla quale Federico sin da subito mostrò di sentirsi orientato. Per evitare un'accusa di fellonia, nei capitoli della condotta militare venne specificato che in caso di ostilità verso l'imperatore il marchese di Mantova sarebbe stato esentato dal combattere. Questo però era solo un espediente, in quanto venne stipulata una polizza segreta con la quale Federico si impegnava a combattere anche contro l'impero. In seguito però le posizioni del marchese divennero dichiaratamente filo-imperiali, e la madre Isabella (che anche dopo l'elezione del figlio aveva continuato la sua attività politica) decise di far sparire la compromettente cedola, pagando un certo Ardinghello, segretario della Curia e già uomo di fiducia di Leone X, affinché la sottraesse.

Federico già in giovane età era stato promesso sposo alla prevista erede del marchesato del Monferrato, Maria Paleologo. Poichè questa aveva solo 8 anni, fu stipulato un contratto di matrimonio e prima di consumare le nozze fu concordato di aspettare che la sposa compisse i canonici 16 anni. Durante questo periodo però le cose mutarono: Federico non bramava piú il Monferrato, ora difficilmente raggiungibile perché l'attuale marchese, Bonifacio IV, pareva aver sorprendentemente superato i problemi di salute che l'avevano angustiato in tenera età, e che sembravano non permettergli di sopravvivere a sufficenza per poter governare il marchesato. Venne cosí inscenato un finto complotto ai danni dell'amante di Federico, Isabella Boschetti, a cui avrebbero aderito Maria e la madre Anna d'Alençon. Federico riuscí cosí a farsi annullare dal papa il contratto matrimoniale. A questo punto l'imperatore gli propose le nozze con la propria zia Giulia d'Aragona, che però era piú anziana di Federico, nonché sterile. Con la promessa di matrimonio sarebbe arrivato anche il tanto agognato titolo ducale. Federico prese tempo, ma dopo aver ricevuto il titolo di duca dall'imperatore, entrato trionfalmente a Mantova il 25 marzo 1530, arrivò la notizia dell'improvvisa morte di Bonifacio IV del Monferrato, per una caduta da cavallo. Questo evento provocava un ritorno di interesse per Maria Paleologo, che tornava ad essere l'erede designata del marchesato piemontese, visto che il successore di Bonifacio, lo zio Giangiorgio, era già seriamente malato e non avrebbe vissuto a lungo.

Federico ruppe cosí gli accordi matrimoniali con l'imperatore, che perdonò l'affronto intascando ben 50.000 scudi d'oro, e si mise all'opera per convincere il papa ad annullare la precedente decisione ed a rendere nuovamente valido il contratto matrimoniale con Maria. Tutti questi complotti vennero però resi vani dalla morte improvvisa di Maria, avvenuta pochi giorni prima del breve papale che riaffermava la validità del contratto. A questo punto Anna d'Alençon, timorosa che il Monferrato venisse inglobato dalla Francia o dai Savoia, decise di dare fiducia a Federico, offrendogli la mano della secondogenita Margherita. Il matrimonio fu cosí celebrato il 16 novembre 1531, e nel 1533, alla morte di Giangiorgio (morte della quale si sospettò non essere estraneo lo stesso Federico), il Monferrato (nonostante la feroce resistenza dei Savoia) passò alla famiglia Gonzaga dopo l'estinzione della legittima linea ereditaria maschile, ancora una volta con l'avallo di Carlo V.

Raggiunti tutti i suoi scopi, Federico passò gli ultimi anni di vita (già minato dalla sifilide, malattia ereditata dal padre Francesco) nell'abbellimento di palazzo ducale. Fu anche committente di Palazzo Te, la residenza estiva edificata da Giulio Romano fuori dalle mura di Mantova.

Morí nel 1540, poco piú di un anno dopo la morte della madre, lasciando come erede il figlioletto primogenito Francesco.

La sua monetazione viene distinta in tre diversi periodi, quello marchionale, quello ducale per la sola Mantova e quello in cui a quest'ultimo titolo si aggiunge quello di marchese del Monferrato. In due categorie a parte vengono descritte la monetazione per Casale, perchè emessa a nome della moglie, unica vera erede e feudataria del marchesato monferrino, e le monete anonime attribuite a Federico II.


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Riferimenti

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  18. VARI, Corpvs Nvmmorvm Italicorvm vol. IV-Lombardia zecche minori, Tipografia R.A. dei Lincei, 1913
  19. VARI, Monete e medaglie di Mantova e dei Gonzaga-la collezione della B.A.M., Electa 1996/2002

Ultima modifica: giovedì 26 febbraio 2015 alle ore 23:16, Paolino67
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