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Madonnina (parpagliola) da 5 soldi

Indice1612-1626 Ferdinando Gonzaga, duca VIPeriodo postcardinalizio (1615-1626)
Indice1647-1665 Carlo II Gonzaga-Nevers, duca IX
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1 voto
scheda: ★★★★★
moneta: ★★★★☆
Madonnina (parpagliola) da 5 soldi (Moneta)
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DrittoVerso
Legenda: TABER •SANG •XPI •IESV Legenda:  •MARIA •MATER •GRATIÆ •
Due angeli genuflessi, uno di fronte all'altro, sorreggono il reliquiario del Preziosissimo Sangue. In e., MANT oppure MANTVA. Madonna delle Grazie di fronte, a mezza figura e col capo velato ed aureolato, sorregge col braccio sinistra il Bambin Gesú col capo scoperto ed aureolato, e con mano destra appoggiata sul grembo con l'indice proteso.
La moneta viene attribuita dal Magnaguti e da altri autori alla reggenza di Maria Gonzaga. La conferma dell'attribuzione a Ferdinando viene dal Margini, che cita un editto ducale del 1636 (quindi prima dell'inizio della reggenza di Maria Gonzaga) ove è nominata questa moneta. La maggior parte dei testi numismatici di riferimento classifica questa tipologia come "parpagliola", anche se sui documenti d'epoca è invece citata come madonnina, tariffata al valore di 5 soldi. Lorenzo Bellesia nell'articolo "le madonnine contromarcate di Mantova" pubblicato su Panorama Numismatico 148 del gennaio 2001, rivela il significato della contromarca con testina di Virgilio presente al D/ su diversi esemplari. Questa contromarca venne apposta durante la reggenza di Isabella Clara, per tentare di arginare la grande massa di monete adulterine (probabilmente emesse dalla vicina zecca di Novellara) che si era riversata sul mercato. Con grida del 23/7/1667 venne quindi ordinato il richiamo in zecca di tutti gli esemplari, quelli rilevati genuini vennero contromarcati, quelli adulterini vennero invece tagliati. Il Bellesia, studiando i conii, rileva anche differenze stilistiche tra gli esemplari contromarcati e quelli no (lettere delle legenda piú piccole e angeli non nimbati sugli esemplari senza contromarca), e la spiega suggerendo una emissione in periodi diversi di questa tipologia: una prima emissione (con lettere piú piccole e angeli non nimbati) presumibilmente durante il ducato di Ferdinando, mentre una seconda e piú tarda emissione (recante legende con caratteri piú grandi e angeli col nimbo) da datarsi probabilmente nel periodo di Carlo II. Queste spiegherebbe la presenza in circolazione di questa tipologia ancora nel 1667, dopo almeno 40 anni dall'emissione iniziale. L'esemplare presente nella collezione ex Magnaguti, che presenta come contromarca una stella piuttosto rozza, rimane invece di origine piuttosto dubbia.
Nominale: 5 Soldi
Materiale: mistura
Diametro: 20,0-20,5 mm
Peso: 1,31-2,00 g
Periodo Cod. Zecca Zecchiere Riferimenti Rarità Immagini
senza data MN-FPP/65-1 Mantova-Bignotti 11 (Regg. Maria Gonzaga)
CNI 8/12 (anonime dei Gonzaga)
MIR 617a
NC
senza data1  MN-FPP/65-2Mantova-Bignotti 11 (Regg. Maria Gonzaga)
CNI -
R5
senza data2  MN-FPP/65-3 Mantova-Bignotti 11 (Regg. Maria Gonzaga)
CNI 13/16 (anonime dei Gonzaga)
R
1 Con contromarca "stella"
2 Con contromarca "testina di Virgilio". Il Bellesia nell'articolo citato identifica quattro diversi punzoni per questa contromarca: 1)drappeggio evidente e ampia capigliatura; 2)drappeggio poco evidente e capelli quasi lisci; 3)senza drappeggio e capelli mossi, in tondello quasi circolare; 4)senza drappeggio e busto piccolo.

Parlano di questa moneta sul forum in: Parpagliola Maria Gonzaga 1637-1647.

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